L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piú. Il secondo …
[…] la storia dell’uomo è sempre stata una lotta per uscire dall’oscuro stato inconscio in cui è immerso per acquistare una sempre maggiore luminosa consapevolezza […] l’essenza della “cura psichica” che poi porta alla guarigione mentale sta semplicemente nel conseguire da parte del paziente un “atteggiamento osservazionale” verso se stesso e verso quello che gli …
“Ogni tanto mi piace andarmi a sedere al bar. Sto seduto e bevo una tazza di caffè e mi limito a guardare tutta la gente che entra e che beve il suo latte o qualsiasi altra cosa. Oppure siedo lì e guardo solamente. Guardo me stesso apparire in così tante forme, e non c’è pensiero. …
«Il digitale non solo potenzia o aumenta la realtà, ma la trasforma, perché crea nuovi ambienti in cui poi abitiamo, e nuove forme di capacità di agire con le quali interagiamo. Non si vive sulla televisione, ma si vive sul web». Luciano Floridi, Il verde e il blu, Raffaello Cortina 2020
“Non comunico effettivamente con me stesso se non nella misura in cui comunico con l’altro” Gabriel Marcel, Dal rifiuto all’invocazione, Città Nuova 1976
L’uomo non esiste se non impegnato in “storie”, piacevoli o velenose, banali o drammatiche, di cui egli è il centro. E’ impossibile conoscere gli uomini se li distacchiamo da questo ambiente vissuto e rivelatore, per meditare astrattamente sulla loro “anima” o sulle loro “passioni”. Jean Héring (citato in La civiltà Cattolica 4095 – Serie televisive …
“Sulla soglia, so che tutto può capovolgersi. Su quella breccia del tempo e dello spazio, tra passato e futuro, tra dentro e fuori, noi riprendiamo i nostri tratti distintivi, dopo aver tanto condiviso, tanto investito, o, al contrario dopo aver constatato che non abbiamo granché da condividere, da investire insieme. E’ una necessità separarsi, che …
Il “fare” fine a se stesso, le “opere” in sé, tutto ciò che non è illuminato e “benedetto” dall’autenticità dei rapporti personali, mi sembra del tutto inutile. Ogni “opera” ha per me un valore puramente simbolico, in quanto espressione e creazione di relazioni personali, non un contatto soltanto esteriore, ma un’unità interiore. P.Florenskij, Ai miei …
Il frutto saporito che il Vangelo promette a chi si lascia sfrondare dall’amore di Dio è la pienezza della gioia. “Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio.Poiché, come abbondano le …