1982 Sinfonia di tamburi in questo pomeriggio denso. Scavalco la porta che fa impazzire la mente, abbracciando lo spigolo che diventa dolcezza. [/et_pb_text][/et_pb_column] [/et_pb_row] [/et_pb_section]
1988 C’è sempre un Uomo che mi aspetta nel giardino davanti a casa. La parte migliore di me è in quell’uomo.
1988 Mi immergo nell’istante infinito e mi ritrovo quando Tu entri in me. Sono come fibra attirata, vibrazioni del tuo amore. Lascia che il mio cuore ferisca il tuo Cielo, voglio farti sentire il mio amore. La tua presenza mi affascina, cuore dei cuori!
1987 Senza niente da pensare, senza alcun cosa da fare e senza profondità da scoprire! Senza niente vado cogliendo, aldilà del tangibile, la penetrante Realtà che, infiltrandosi nel normale, sconvolge il prevedibile.
1986 La cagna ha semplicemente voltato lo sguardo altrove, mi costringo a rimanere in alto altrimenti dovrei andarmene dalla vita, diventerebbe l’inferno di sempre!
1986 Oggi giornata di forte vento, profondo respiro della terra: riprovo la gioia di quando ero bambino. E poi stasera guardando dalla collina le macchine sulla strada, ho pianto sul mondo e sulla sua vanità. Stranezze della vita: dal dolore del convivere sorge una nuova visione della realtà!
1985 Oggi terra fredda, ferite di ghiaccio nell’anima. Il cielo talvolta è lontano, di cartone e manca di senso divino. Traici . . .
1983 Mi piace il vestire quando diventa la seconda pelle. Mi piace vivere quando le cose fuori diventano qualcosa di me dentro. L’uomo che interrogava troppo se stesso e che si guardava troppo allo specchio è ancora parte di me. Le domeniche senza progetti, fatte di riposo stanco mi ricordano che non sono ancora …
1983 Passeranno questi giorni di vita e passeranno anche questi giorni di sterilità. Saremo forse sempre soli come ora tornando a casa ma anche questa pesante convivenza con noi stessi, anche lei passerà. Vienna: giardino che nascondi cose troppo vecchie, ti ho visto lavarti nel Danubio. Vienna: ti ho lasciato con nostalgia! Anch’io, come …