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Felicità ed infelicità
“Felicità ed infelicità
Che rapide ci colgono e ci dominano
Esse sono, all’inizio
Come il caldo e il freddo al primo contatto
Così vicine da non distinguersi quasi
Come meteore
Scagliate da distanze ultramondane
Percorrono luminose e minacciose il loro corso
Sopra il nostro capo
Chi ne è colpito sta, sbigottito,
davanti alle macerie
della sua quotidiana, grigia esistenza.
Grandi e sublimi,
distruttrici, vittoriose,
felicità e infelicità,
invocate o no,
fanno il loro solenne ingresso
tra gli uomini sconvolti,
ornano e rivestono
coloro che colpiscono.
Da lontano, da vicino,
accorre gente intorno, guarda
a bocca aperta,
parte con invidia, parte con orrore
il portento
nel quale l’ultraterreno,
portando insieme benedizione e annientamento,
si offre come sconcertante, inestricabile
spettacolo terreno.
Che cos’è la felicità, che cos’è l’infelicità?
Solo il tempo le separa
Quando l’evento improvviso
Che avviene incomprensibilmente
Si muta in durata spossante, tormentosa
Quando le ore del giorno che scorrono lentamente
Ci svelano la vera immagine dell’infelicità
Allora i più si allontanano
Delusi e annoiati
Stanchi per la monotonia
Dell’infelicità ormai di lunga data
Questa è l’ora della fedeltà
L’ora della madre e dell’amata
L’ora dell’amico e del fratello.
La fedeltà rischiara ogni infelicità
E la ricopre delicatamente
Di dolce
Ultraterreno splendore”.
(Bonhoeffer, Felicità e infelicità)