3 Aprile 2020 In questi giorni la cosa migliore è salire sul tetto di casa e vedere le cose dall’alto.
C’è sempre il pericolo di considerare difetti alcune nostre qualità che non si inquadrano nella figura ideale dell’uomo che noi stessi ci siamo proposti di divenire e perseguire, oppure considerare qualità alcune caratteristiche che non possediamo.
Sto scendendo dal treno di me stesso che mi portava lontano da Te! Correva troppo in fretta il treno nel buio.
Non appiattire il dolore e la gioia, non porre tutto sullo stesso piano, non tutto sta in metà!
Ogni relazione incomincia da queste due domande: Qual è la tua sofferenza? Qual è il tuo dono?
A volte ci dimeniamo come un capriolo incappato in un roveto, ci sentiamo braccati! Inventiamo mille maniere per svincolarsi dalle nude e dure braccia: serve un nuovo abbraccio.
Vaghi ricordi di un sogno: la foglia ormai da ingiallita era diventata bella verde però ingrandendosi stava deformando . . . ad un tratto la vedo moltiplicata in tre belle foglie uguali.
Ad un certo punto della vita non occorre più ricercare o scegliere grandi cose ma occorre consolidare quelle poche di cui si è veramente convinti.
Non ho tempo! Mi manca il tempo in quanto il tempo non è il mio tempo . . . il desiderio non corrisponde ancora a ciò che Dio vuole per me, per il mio bene.